Pedrotti, Trentino – SignorVino – Mercoledì 21 marzo 2018

Il 1901 è l’anno in cui il fondatore Emanuele Pedrotti inizia a produrre vino. Un marchio storico dell’enologia trentina. Nel 1928 l’azienda passa di mano al figlio Italo, che spinto da una grande passione nell’esprimere il potenziale del territorio Trentino, continua la tradizione perseguendo una ricerca costante della qualità nella produzione del vino. La stessa ricerca si tramanda alla terza generazione con il figlio Paolo. Oggi sono due sorelle, Donatella e Chiara, a seguire con passione e determinazione l’evoluzione dell’azienda di famiglia focalizzata sulla produzione di spumanti a metodo classico Trentodoc quale miglior espressione del territorio altamente vocato a questa produzione. La cantina storica fu costruita da nonno Italo nel 1950 per custodire i suoi vini, ma riprende vivacità produttiva nel 2016, dopo un restauro. Tutto è stato amorevolmente ristrutturato, per mostrarne gli originali tratti e architetture. Oggi è dotata di attrezzature moderne, ma mantiene il fascino della tradizionale cantina vinicola artigianale. Articolata su due piani, si distingue a piano terra da una zona di preparazione delle cuvée e di confezionamento. Nel sotterraneo invece l’affinamento sui lieviti e le operazioni di sboccatura dello spumante Trentodoc. Della struttura originale mantenute le vecchie vasche del vino in cemento, alcune delle quali aperte nella parte frontale, nicchie per la maturazione delle bollicine Trentodoc Pedrotti. La cantina storica si trova nel cuore del paese di Nomi.

Vini in degustazione
Pedrotti Trentodoc Bouquet Brut Nature
Pedrotti Trentodoc Brut Millesimato 2012

Pedrotti Spumanti Sas – Cantina: Via Roma, 6 – 38060 Nomi (Tn) – T 0464 835 111, F 0464 830 143 – www.pedrottispumanti.it

Comment List

  • Smithd120 06 / 03 / 2018

    Really informative blog article.Really thank you! Want more. kkaebgbgbebfkdgf

  • hokehoke 08 / 03 / 2018

    Concordo al 100% con questo articolo. Il problema è in generale dell”Italia, paese nel quale dove se qualcuno ottiene successo e si fa pagare per il lavoro e la qualità che ci sta dietro nascono cori di invidie e relativi attacchi. Certo questa cosa è probabilmente più accentuata al sud che al nord, ma è un modo comune. In Francia hanno la grande capacità di fare squadra e portare avanti un marketing sul prodotto che è veramente di eccellenza. C”è poi una riflessione in più: se come cantina mi metti nella condizione di capire, tramite visita, degustazione e storia, la motivazione su un prezzo allora posso anche accettarlo volentieri; alcune cantine piemontesi in questo sono maestre (eccezione fatta per lo snobbismo irritante di Gaja). Al sud la cosa è diversa: non c”è alcuna cultura dell”accoglienza del cliente e dell”appassionato. Cantine che per organizzare una visita nemmeno lo sbarco sulla luna o fastidio nel farlo. Io nomi ne faccio: Luigi Tecce! Contattato per fare una visita approfittando delle vacanze in zona e mi sento dire “non so se mi va di fare una visita! Mi chiami due giorni prima e vediamo! oppure lo stesso Modo che chiude la cantina dal 28/7 a fine agosto. Il vino è storia, passione, qualità e cultura, ma è anche relazione con chi il vino lo beve. Quindi per me due cose mancano: la capacità di fare squadra comune (senza però difendere l”indifendibile) e il venire incontro all”esigenze del cliente.

  • ninaschultes 10 / 03 / 2018

    Grazie Marta 😊😉

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