Nativ – Romeo Chef&Baker, Roma – Lunedì 20 maggio 2019

Il racconto di Nativ ci porta nel cuore di Paternopoli, in provincia di Avellino, sulle colline irpine abitate sin dai tempi antichissimi dai sabini quindi dai Romani con le loro legioni a fondare appunto Paternopoli. Il nome Nativ viene scelto per rappresentare, attraverso le produzioni autoctone, l’origine della viticoltura italiana, delineando così il concetto di “originario del luogo”, che si concretizza attraverso la produzione di vini da uve autoctone del territorio regionale italiano. L’azienda possiede 15 ettari di terreno vitati, lavorati secondo metodologie dove l’innovazione applicata, non prescinde dall’impiego di tecniche a ridotto impatto ambientale. Una parte rilevante delle vigne è situata nella zona a sud est, lungo la dorsale che unisce i paesi di Castelvetere sul Calore a Paternopoli, passando per Montemarano e Castelfranci. La vicinanza dei monti piacentini e il clima continentale, creano le condizioni ideali per un tipo di viticoltura pedemontana, in cui le forti escursioni termiche, tra il giorno e la notte, determinano una raccolta tardiva rispetto alla media vendemmiale italiana, rendendo le uve particolarmente ricche di polifenoli e antiossiodanti. Con più di 15 ettari di vigneto nelle aree più vocate dell’Irpinia, oggi Nativ è un’azienda solida con un costante aumento di distribuzione in Europa e nel mondo. Il nome “Paternopoli” fu coniato in onore dei pater eremiti, uomini di Chiesa che si allontanarono dalle città per diffondere la parola di Dio in luoghi meno contaminati. I pater, durante il loro pellegrinaggio, fondarono dei monasteri di preghiera, veri e propri luoghi di culto del cristianesimo. Il territorio divenne così il rifugio degli eremiti, che scelsero questi suoli per dimorarvi. La collina su cui si era insediato il pater venne chiamata “paternum”. Il comune di Paternopoli è situato nel territorio dell’agro taurasino, incluso nella zona di denominazione di origine controllata e garantita per la produzione di vino rosso Taurasi d.o.c.g. La fertilità dei suoli di natura vulcanica crea un territorio ideale per l’allevamento della vite. Le uve coltivate in tali vigneti e in vigne secolari rappresentano, oggi, un emblema della cultura italiana, ed il vino, prodotto da queste uve, rispecchia, meglio di ogni altro prodotto, il “Made in Italy”.

Siamo tornati da Vinitaly e la carne al fuoco è tanta, cosa dobbiamo lasciarci alle spalle degli ultimi mesi e che cosa dobbiamo rigenerare nel mondo del vino? Quale il tuo vino che più incarna lo spirito “maggese”?
Il Vinitaly è palcoscenico di grandi emozioni che crea facilmente i presupposti giusti per spinte progettuali innovative, dove i vini rossi , di grande struttura, corpo e alto grado alcolico, cedono il posto a vini bianchi freschi e fruttati, che si prestano ottimamente ad aprire gli scenari di un’estate ormai alle porte. Falanghina, Fiano e Greco saranno sicuramente degli ottimi compagni di viaggio per i mesi a venire; ci doneranno la freschezza e il senso di libertà che accompagnano la stagione primaverile e quella estiva.
Tra questi, quello che meglio incarna lo spirito maggese, inteso come rinnovamento, rinascita e preparazione a un nuovo ciclo vitale del terreno, è la Falanghina, vino sannita, dotato di una bella acidità e sentori di frutta tropicale.

Saremo a Roma, capitale del commercio e diffusione del vino nel mondo, tra cucina d’autore e ristorazione pop, sotto il segno della convivialità di Romeo Chef & Baker. Quali vini vedete meglio adatti alla tenzone?
Il vino è sicuramente una delle bevande più diffuse in tutta Italia. Considerando gusti e tendenze del consumatore di oggi, la combinazione di cucina creativa fusion e d’autore è, senza ombra di dubbio, un’ottima idea. La sperimentazione di nuovi cibi e la creazione di portate interessanti, abbinate a tale sublime e ineguagliabile bevanda, ci daranno modo di vivere un percorso sensoriale indimenticabile stimolando i sensi dei migliori degustatori e amanti di vino.

Vini in degustazione:
Aglianico IGT Rue dell’Inchiostro 2017
Falanghina IGT 2018
Fiano di Avellino 2018
Greco di Tufo 2018
Irpinia Aglianico DOC 2016
Suadens Bianco 2017
Suadens Rosso 2017

Nativ – Contrada San Nicola 15 – Paternopoli (Av) – www.winenativ.it

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