Le Colture – Sheraton Diana Majestic, Milano – Giovedì 7 giugno 2018

La natura e il suo rapporto con l’uomo sono il vero segreto del successo del Prosecco nel mondo. Santo Stefano di Valdobbiadene è un borgo incastonato tra i ricami di vigneti delle colline del prosecco e ne è forse la capitale non dichiarata. Qui ha sede l’azienda agricola Le Colture che sin dal 1500 opera alla guida della stessa famiglia. Nel 1983 Cesare Ruggeri ne avvia l’attività spumantistica, ed oggi è il depositario di uno straordinario patrimonio di esperienza, costituito da piccoli e grandi segreti produttivi, dalla conoscenza del territorio e delle sue uve alla sensibilità innata per la salute della vigna. Da qualche anno i tre figli di Cesare, Silvia, Alberto e Veronica sono impegnati a pieno ritmo in azienda, con una ventata di entusiasmo e il necessario respiro innovativo tipico delle giovani generazioni, senza però dimenticare l’amore per la propria terra ed il rispetto per le tradizioni. Le bottiglie che ogni anno vengono prodotte sono il frutto del costante impegno di un solido ed affiatato team familiare in cui ognuno a diverso titolo è direttamente coinvolto in tutti i processi produttivi, dalla conduzione delle vigne alla selezione delle uve, dalle diverse fasi della vinificazione alla spumantizzazione, fino alla commercializzazione. Gli spumanti Le Colture sono ottenuti unicamente dalla lavorazione di uva Glera, proveniente quasi esclusivamente dai vigneti di famiglia nella denominazione del Valdobbiadene DOCG e raccolta esclusivamente a mano. Per ottenere i vini spumanti l’azienda utilizza il Metodo Martinotti con rifermentazione in autoclave a temperatura controllata e il grado di finezza raggiunto vi farà ricredere sull’eleganza che un tale metodo di vinificazione può regalare al vino.

Parliamo con Alberto Ruggeri del rapporto tra natura vino e cosa le città possono imparare da questo.

Il vino e il paesaggio, la natura e il rapporto con la città: per completare il successo dello vostro vino sui mercati mondiali credi che ci sia ancora tanto lavoro da fare in vigna e in cantina o il cambiamento deve avvenire ad altri livelli?
Entrambi! Il vino si fa in vigna. Gran parte della qualità, dell’eleganza, della finezza di un vino viene soprattutto dal vigneto, dalla campagna e da come questa viene condotta (a maggior ragione per un vino fresco ed aromatico come il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Spumante). La vigna non va mai trascurata se il fine della azienda è fare posizionamenti di livello e alta qualità. Se i fini invece sono altri (vendite e gdo) allora la qualità ahimè viene in secondo piano. Le piccole e medie aziende devono e continuano a puntare sempre sulla vigna, sulla ricerca in vigna, su nuove tecniche e adattamenti in corso d’opera in base anche ai cambiamenti climatici. La vigna è il cuore di una azienda, deve essere bella, ben curata, fatta visitare (per me camminarci dentro e se possibile farci anche qualche operazione). Bisogna sentirne gli odori e i profumi e averne cura. La cantina sicuramente ha un grosso peso ma la vigna, per me, molto di più. Inoltre la vigna (e cantina) va rispettata, si tratta sempre di natura. E bisogna consegnarla bene alle prossime generazioni. Deve essere inserita armonicamente nei siti dove si trova, non deve essere impattante ma elegante e armoniosa. La vigna inoltre ha carattere conservativo e di cura del territorio, altrimenti rischia l’abbandono e la trascuratezza. L’agricoltore di collina sicuramente è il primo a proteggere la natura con la sua coltivazione, falciando l’erba, rimettendo a posto i muretti a secco, facendo le scoline, tagliando alberi troppo grandi o pericolosi. E’ bello avere questo tipo di custodia da parte degli uomini per la natura. Ovviamente poi le istituzioni, gli organismi superiori devono cercare di valorizzare e salvaguardare questo patrimonio. Gli enti locali, turistici e di promozione devono incentivare questo amore per la vigna e cantina e questo loro patrimonio forte. Bisogna farle amare e prendersene cura. Le scuole, le famiglie devono camminare in mezzo alla vigna e capirla e curarla.

I tuoi vini e i classici della cucina milanese: cotoletta alla milanese, cassoeula, mondeghili, rustin negaà, risotto con ossobuco…piatti con belle grassezze, contrasti acidi sapidi e burrosità particolari, scegli il tuo preferito e abbinaci un tuo vino!
Due abbinamenti : Cassoeula con Extra dry Pianer (perché ho bisogno di un po’ di morbidezza per contrastare grassezza, persistenza, succulenza e speziatura) oppure Risotto con ossobuco con il Brut Fagher (perché ho la tendenza dolce del risotto e devo pulire la bocca con acidità , sapidità ed effervescenza dalla grassezza e speziatura dell’ossobuco).

Vini in degustazione
Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Spumante Brut “Fagher”
Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Spumante Dry Cartizze
Rose’ Spumante Brut
Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Spumante Extradry “Pianer”

Le Colture Az.Agr – Via Follo, 5 – S.Stefano I – 31049 Valdobbiadene – Treviso – T. +39.0423.900.192 – C. +39.349.462.98.22 – www.lecolture.com

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