Castelli del Grevepesa – Sheraton Diana Majestic, Milano – Giovedì 7 giugno 2018

Grevepesa è il primo produttore per quantità e in diversi terroir nel Chianti Classico e non solo, e oggi è una cantina cooperativa che dimostra quando essere soci con lo stesso progetto e sogno può davvero aiutare a trasformarlo in realtà. Una macchina organizzativa che segue i soci conferitori nelle pratiche agronomiche e fino al conferimento con una vinificazione estremamente complessa perché cerca di mantenere il più possibile i vini separati fino agli assemblaggi finali. Un patrimonio di terroirs e vigneti che negli ultimi anni ha visto l’uscita sul mercato di selezione sempre più particolari e qualitative fino all’apoteosi della Gran Selezione, presentata in due varianti territoriali (Lamole e Panzano) e nel cru Castello di Bibbione.

Non è mancato l’impegno anche in Maremma con la produzione del Morellino e di un bianco, Elianto, a base Vermentino che sta raccogliendo un grande successo che presentiamo con la nuova etichetta nel corso della nostra serata. L’altra novità è il Settimo, un vino che nasce dall’esperienza della linea Clemente VII e aggiunge un tocco di internazionalità con uve francesi ben adottate dal terroir toscano.

Castelli del Grevepesa nasce nel 1965 da un piccolo gruppo di 18 viticoltori della Toscana su iniziativa del Cavalier Gualtiero Armando Nunzi. Ad oggi può contare su circa 150 aziende associate, 4 delle quali sono ancora le prime fondatrici. La dimensione sociale delle cantine del Chianti Classico è sempre stata poco considerata ma in realtà è una forza capace di mettere a frutto la grande qualità diffusa di questo territorio permettendo a tanti coltivatori di concentrarsi sulla qualità delle loro uve. La maggior parte delle Aziende Associate ha la propria ubicazione sui territori del Chianti Classico che si estendono principalmente nelle zone di Greve in Chianti, Mercatale Val di Pesa, San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa e Barberino Val d’Elsa.

Il vino e il paesaggio, la natura e il rapporto con la città: per completare il successo del vino italiano sui mercati mondiali credi che ci sia ancora tanto lavoro da fare in vigna e in cantina o il cambiamento deve avvenire ad altri livelli?
L’Italia del vino che vince nel mondo ha già da tempo intrapreso la strada dell’eccellenza che giocoforza nasce in vigna e si completa in cantina. Agronomi ed enologi lavorano in simbiosi con un doppio obiettivo finale: l’eccellenza del vino e la conseguente valorizzazione del territorio che lo produce. Non a caso molti paesaggi vitivinicoli italiani sono patrimonio dell’umanità sotto il patrocinio dell’Unesco e molti altri lo diventeranno nel prossimo futuro: dobbiamo prendercene cura, conservandolo e tutelandolo per le generazioni future.
Ma va anche divulgato affinché tutti ne possano godere, soprattutto coloro che abitano nelle grandi città lontano da tanta bellezza. Per completare il successo dobbiamo prendere maggiore consapevolezza di questo “tesoro” che madre natura ci ha messo a disposizione ed evolverci da vignaioli-cantinieri-produttori in ambasciatori di territorio con tutte le sue peculiarità, tradizioni e storia. E chi meglio di noi che abbiamo il privilegio di viverci può farlo?

I tuoi vini e i classici della cucina milanese: cotoletta alla milanese, cassoeula, mondeghili,rustin negaà, risotto con ossobuco…piatti con belle grassezze, contrasti acidi sapidi e burrosità particolari, scegli il tuo preferito e abbinaci un tuo vino!
Cotoletta alla milanese: abbinerei il nostro Vermentino “Elianto”. Con la sua spiccata acidità va a neutralizzare l’untuosità della frittura, l’ottima struttura e sapidità del vino ben si accompagnano con la media intensità del piatto. Cassoeula: la notevole struttura acida (dovuta alla verza) del piatto, unità a una buona sapidità e una struttura non troppo elevata, fa si che si accompagni egregiamente al nostro Chianti Classico Clemente VII annata.
Mondeghili e Risotto con ossobuco: gli ingredienti e la cottura prolungata ne fanno un piatto dal gusto deciso e intenso e quindi sceglierei il nostro Clemente VII Chianti classico riserva.
Rustin negaà: la cottura prolungata innaffiata con brodo di carne che ne concentra e accentua la sapidità richiede un vino di struttura e di lunga vita per cui avrei pensato al nostro Settimo IGT.

Vini in degustazione
Vermentino Elianto 2017
Chianti Classico Clemente Vii 2015
Chianti Classico Clemente Vii Riserva 2013
Settimo IGT Toscana 2012

Castelli del Grevepesa – Via di Gabbiano, 34, 50026 San Casciano In Val di Pesa Firenze – 055 821911 – www.castellidelgrevepesa.it

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