"Vorrei che il mio vino fosse una mignotta dal grande equilibrio" (anche Salcheto il 21 settembre a God Save The Wine)

Da Montepulciano, una realtà che vuole comunicare una idea di eleganza e tradizione con il linguaggio più universale possibile e quindi musica, immagini, persone. Michele Minnelli risponde alle nostre domande con un entusiasmo che si riflette nei vini, mai banali e che ogni volta ci fanno scoprire una parte di Montepulciano che non credevamo esistesse e che scopriremo martedì 21 Settembre nella spettacolare serra del Giardino dell’Orticoltura di Firenze, in mezzo alla farfalle…

Vino e Birra:
Sono da tempo incalcolabile bevitore di birra. Addirittura ho avuto alcuni anni fà una grande (seppur modesta) illuminazione qualitativa che mi obbliga ora ad un minimo di pretese in materia, non mancano quindi oggi sulla mia tavola di casa o al ristorante abbinamenti con la “cugina”. Sono un grande amante dell’informazione e della cultura sociale, storica ed antropologica della “civiltà” umana, osservatore e talvolta addirittura fautore della teoria statistica, sia per formazione che per cultura familiare. Fatico quindi un pò a pensare che se 1.500 consumatori di birra e 450 utenti web italiani intervistati dalla ditta Makno per Assobirra sulle loro preferenze di consumo sembrino dire che in maggioranza preferiscono la birra sul vino questa sia una grande notizia come riportata. Perchè questo è quello che abbiamo potuto leggere ufficialmente tutti, senza poter conoscere tra l’altro il quadro completo della ricerca (come le modalità di costituzione del campione e le ipotesi alla base della loro paragonabilità nell’arco di tempo che ha definito il “sorpasso”), per chiari motivi di incomunicabilità di quantità importanti e complesse di dati dell’era della superinformazione in cui ci troviamo. Ma come giustamente anche i nostri amici di Assobirra in fondo dimostrano di ben sapere, la ricerca fatta sembra sottolineare un dato di fatto che tutti noi operatori del food abbiamo la sensazione di percepire, ossia che la Birra ha saputo qualificarsi enormemente negli ultimi anni sia in termini qualitativi, di valore aggiunto creato e di canali distributivi coperti (era quasi impensabile in un buon ristorante quindici anni fà). Da operatori del vino non possiamo quindi che augurarci di fare un performance altrettanto spettacolare anche se permettetemi di aggiungere NON a scapito della Birra nè di nessun altra bevanda di qualità e coscienti del fatto che il comparto vino il suo primo grande balzo qualitativo/distributivo, quello per natura più facile, lo ha fatto una dozzina di anni prima della birra e che quindi ora il suo gioco si fà più fine. Meditate gente.

Il vino ha bisogno più di un iPhone o di un PC?
Tra l’iphone ed il PC sceglierei in base alla situazione e ci infilerei anche un cantastorie in ogni piazza e qualche unità speciale di “gorilla marketing” nei ristoranti a sparlare della birra, tutti bellissimi strumenti se però riusciremo a riempirli di contenuti adeguati, davvero. Sono infatti convinto che in questo caso il mezzo non sia il fine, anche se il contenuto rimane una strada per una meta infinita (bellina questa, no?). E soffermandosi solo sulle nuove tecnologie ribadirei con forza che non sono l’anti-cultura classica e/o tradizionalista. Prendendo ad esempio l’uso di internet o di facebook, al di là delle facilitazioni comunicative “ordinarie” che possono offrire, non penso risultino più facili da usare o offrano più opportunità di una biblioteca o di un manifesto di piazza. Per correttezza tengo tuttavia a precisare che non ho una conoscenza diretta di facebook, potendo dichiarare di non avervi mai acceduto e di non intendere mai farlo (per le motivazioni leggete anche le storei de “Il Troio” dal Vernacoliere livornese). Seppur necessariamente di massa ed apparentemente molto rapidi, tali strumenti rimangono semplicemente dimensionati ad una società nella quale una attività non può più limitarsi a confini troppo locali ed a tempi di rotazione troppo lenti del proprio business. Personalmente vedo ad esempio internet come l’opportunità di avere una simpatica show room virtuale sempre disponibile da far vedere in maniera quasi mirata e seppure non disdegnerei un interesse di massa per quello che faccio mi auspico che il mondo riesca a ritrovare un equilibrio nel quale di certo non sia necessario esserne dipendenti per stare a galla.

Autunno, primi freschi, quali vini?
mi fai pensare che non ho un gusto della memoria nei vini per l’autunno e quindi non sono nemmeno così rossista, anche se di certo tartufo e nane mute non mancheranno all’appello a chiedere semplicemente un qualche grande rosso. In questo momento però mi viene d’istinto di pensare ad un muffato vendemmia tardiva che attacchi sottile, si allarghi e poi venga pulito da una acidità equilibrante, da bere in tutti i posti del pasto. Lo sò sono di parte.

Vino e musica:
bella domanda che mi coglie relativamente preparato. dopo anni di pigrizia musicale nella quale ho raccattato quel che c’era, stò vivendo una piccola rinascita grazie al progetto del salco 2004, che mi vede coinvolto nella produzione di un cd che onori le etichette musicali disegnate dal nostro amico Michel Gondry. Sarà quindi un autunno molto variato dal jazz all’hip hop, chi lo sà che finalmente non mi venga davvero qualche idea di abbinamento.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=j1-GKgtcfjE[/youtube]

Vitigno Autoctono o straniero?
ad un primo livello direi assolutamente di no. ribadisco come si continua del resto a dire in molti sin dalle prime grandi apparizioni internazionali, che vi è un grande valore culturale nella progressione prevalente all’interno di un territorio di un vitigno che sia riuscito nel tempo a dimostrare un legame unico con questo territorio sotto il profilo qualitativo. Ed intendo in primis sotto il profilo della cultura del gusto! Detto questo non auspico di certo la scomparsa di questi vitigni (che tra l’altro molto probabilmente su questi territori erano già presenti prima di noi!) ma non ne rimpiangerei una diminuzione.

Vino e Oroscopo
Me li son dovuti riguardare per ricordarmeli tutti. Sono indeciso tra la vergine (ovviamente solo sulla carta) e la bilancia. Non mi chiedere paragoni con il mio segno ma se potessi scegliere si, vorrei che il mio vino fosse una mignotta dal grande equilibrio.

Vini in Degustazione

* Vino Nobile di Montepulciano 2006
* Rosso di Montepulciano 2009
* Rosato IGT Toscana 2009